La prima idea di realizzare un Museo della Grande Guerra è nata nel 1972 in una chiacchierata di dopocena all'osteria fra pochi amici.
Si parlava di recupero e di recuperanti e ne è scaturita questa considerazione: ci sono musei di guerra anche in luoghi dove è mai stato udito un solo rombo di cannone e sul nostro Altopiano, che è stato il più tremendo teatro di guerra, non c'è nemmeno una piccola testimonianza di quanto quassù sia successo né di quella infinita massa di residuati e di materiale bellico di ogni genere rimasti sul campo di battaglia. Unica monumentale opera: il grande Monumento Ossario del Leiten in Asiago che raccoglie le salme dei Caduti su questi monti dal 1915 al 1918 ma di materiale bellico solo 4 cannoni.
Il discorso di quella sera a Canove è stato ripreso ed ha impegnato i pochi partecipanti che hanno trovato fattivo consenso presso altri pochi amici ed è stata iniziata la raccolta di reperti validi per allestire un embrione di Museo.
Il Comune di Roana nel 1974 assunse, come stabilito dalla legge, la paternità del Museo per poterne avere il riconoscimento e per trattare con gli Enti Militari la cessione di armi, munizioni ed altro.
Venne deciso di sistemare il Museo nello stabile della ex stazione ferroviaria della Soc. veneta Ferrovie avendone il comune acquistata la sede con tutti gli annessi.
Venne iniziata subito la messa in sede di tutto il materiale raccolto. Furono recepite carte e mappe originali: furono riprodotte in formato unico 18x24 centinaia di fotografie.
Previo espletamento della pratiche relative, il Ministero della Difesa assegnava al Museo due cannoni cal. 100/17 (Arsenale di Taranto), vari fucili ed armi individuali ed un proiettore perfettamente conservato cal. 381, italiano, proveniente dall'Arsenale di Verona.
Per parziale donazione due sale furono attrezzate con bacheche in ferro e vetro. Altre bacheche furono commissionate in legno e vetro ad atrtigianati locali e pagate col contributo comunale e con offerte private.
I lampadari furono costruiti gratuitamente da alcuni amici e queste opere sono soggetto di particolare attenzione in quanto sono costruite usando reperti bellici: canne di fucile, baionette, elmetti, ramponi da ghiaccio, chiodi, catene, ecc.
Fino ad oggi il Museo raccoglie oltre 1000 fotografie, una bellissima serie di riproduzioni delle tavole del Beltrame che la Domenica del Corriere emise nel 1965 in occasione del 50° anniversario dell'entrata in guerra dell'Italia e che fu gentilmente donata. Sono esposti poi oltre 5000 reperti di ogni genere, diversi effetti personali di combattimento sopravvissuti alla Grande Guerra, quali indumenti, decorazioni, attestati ecc. per cui al fabbricato che inizialmente era progettato su 2 piani, è stata aggiunta una sala di 200 mq. Per un totale visitabile di 600mq.
Un reperto importante avuto per una fortuna irripetibile, è stato un proiettile da 420 mml. Austriaco sparato sull'Altopiano dal cannone Barbara piazzato a Serrada (Trento) e rinvenuto inesploso. È il più grosso calibro usato in questa zona: misura 420 mml. Di diametro, m. 1,60 di altezza, pesa q.li 13 e conteneva Kg. 70 di esplosivo. Il museo ospita all'esterno anche una mina antinave ed un cannone contraereo.
Non si possono contare i visitatori del Museo: nella stagione estiva (15 giugno – 15 settembre) con apertura quotidiana, si arriva alle trentamila persone e nella cosiddetta stagione morta (ottobre – maggio) non meno di 50 pullmann portano visitatori al Museo; innumerevoli inoltre piccoli gruppi di ex combattenti anche stranieri, familiari di Caduti, scolaresche da tutta Italia.
Tutto quanto catalogato nel Museo si riferisce rigorosamente ad eventi bellici sull'Altopiano dei Sette Comuni durante la prima Guerra Mondiale, anche per tener fede alla denominazione: “Museo Storico della Guerra 1915 – 1918”.
Presso la Questura di Vicenza è depositato un inventario di quanto contiene il Museo, inventario che viene aggiornato annualmente.
Tutte le armi e munizioni sono tecnicamente demilitarizzate dall'Arsenale Militare di Verona che ne è garante.
Tariffe:
da 0 a 8 anni l'entrata è gratuita
da 8 a 14 anni: 2 Euro
da 14 a 60 anni: 3 Euro
Over 60: 2 Euro
Gruppi oltre le 20 persone: 1,50 Euro
Orari:
dal 15 Giugno al 15 Settembre aperto tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19; il resto dell'anno su prenotazione telefonando C/o questo ufficio 0424692212 o direttamente al responsabile, sig. Francesco Magnabosco, al nr. 0424692405.
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